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La crisi economica non spaventa gli imprenditori stranieri che continuano a essere molto attivi e vitali in Italia. Secondo i dati pubblicati nel Rapporto Unioncamere 2010, aumentano le aziende che fanno capo ad immigrati provenienti da paesi al di fuori dell’Unione europea: nel 2009 ne sono nate 37.645, circa 10mila in più rispetto all’anno precedente. In Italia, dunque, le imprese guidate da stranieri extra-Ue sono ora 251.562, il 4,5% in più rispetto al 2008 (quando la crescita fu però di circa il 7% con oltre 15 mila imprese in più). Le attività predilette da questi imprenditori sono state anche nel 2009 quelle legate al commercio, con 108.575 aziende rilevate, pari a circa il 43% del totale. A seguire le costruzioni (27,7%) e le attività manifatturiere (10%).
La Lombardia resta la regione capofila per concentrazione di imprenditoria immigrata: 45.953 le imprese ospitate, il 18,3%. “E’ però la Toscana – si legge nel rapporto – la regione che ospita il numero più elevato di imprenditori immigrati in proporzione al numeri di imprese individuali residenti: 26.908 su 222.061, in termini relativi il 12,1%”. Per concentrazione di aziende straniere, fanalino di coda la Basilicata. Tra le nuove iscrizioni del 2009, spiccano i 7.327 imprenditori cinesi, quasi mille in più rispetto al 2008, seguiti da quelli marocchini e albanesi. Ma resta l’Africa il serbatoio principale dell’imprenditoria immigrata in Italia. Da non sottovalutare, infine, l’apporto al settore dato dalle donne. Un contributo che il rapporto definisce “significativo”: alla fine del 2009 lo stock di imprese femminili guidate da donne immigrate superava le 49mila unità, il 6,4% in più rispetto al 2008. Dato che appare con segno positivo in tutte le regioni italiane ad esclusione del Friuli Venezia Giulia.

Scarica l’intero rapporto di UNIONCAMERE

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