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Milano – Alfredo Robledo è un pubblico ministero esperto. Ha già sostenuto un’accusa contro il premier italiano Silvio Berlusconi. Perciò sa che i processi non si vincono solo in aula, ma anche prima di entrarci. Così questo milanese dai capelli radi fa la sua comparsa in tribunale con qualche minuto di anticipo rispetto all’ora di inizio del più spettacolare processo finanziario in Italia. Sa che ci sono già le telecamere ad aspettare. “Quello che verrà deciso qui influenzerà molti altri processi”, spiega deciso Robledo.

Qui al Tribunale di Milano si apre un processo finanziario degno di nota. Robledo intende dimostrare che Deutsche Bank, Depfa, JP Morgan e UBS hanno truffato la città di Milano. E’ il primo processo penale al mondo a carico di banchieri in relazione alla vendita di derivati alle amministrazioni comunali. Un processo esemplare. Molte amministrazioni, non solo in Italia ma anche a livello internazionale, sono rimaste scottate dai derivati – e molte minacciano di intraprendere azioni legali nei confronti delle banche.

Nella fattispecie si tratta di un’operazione del 2005. Le banche imputate hanno assicurato un’obbligazione di 1,68 miliardi di euro alla città di Milano con dei derivati, generando così tassi di interesse variabili, anziché fissi. Nel contratto, che è stato rinegoziato più volte, le banche avrebbero esposto in maniera insufficiente i costi ad essi collegati. Le banche avrebbero perciò incassato illecitamente interessi per circa 100 milioni di euro. Sul banco degli imputati siedono undici manager, le banche e gli ex collaboratori dell’amministrazione comunale, che respingono tutte le accuse.

Non solo Milano. Molte amministrazioni comunali in Italia si sono messe nei guai con i derivati. In molti casi intendevano intascare, grazie a queste operazioni, anticipi lucrosi. Domenico Siniscalco, ex ministro dell’Economia, già nel 2004 aveva definito questi strumenti finanziari “droghe pesanti”. Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti, poche settimane fa ha biasimato gli amministratori locali per aver scaricato i debiti sulle generazioni future. Dalla metà del 2008 alle municipalità è vietato concludere nuovi contratti contenenti derivati.

Secondo le stime, le amministrazioni comunali in Italia hanno assicurato un quarto delle loro obbligazioni con derivati. Oltre la metà dei comuni coinvolti registra delle perdite da questi contratti, secondo un sondaggio della Corte dei Conti. La Banca d’Italia stima queste perdite in 2,5 miliardi di euro – anche se è praticamente impossibile avere cifre precise per via della varietà dei contratti.

Una cosa è certa: in tutto il paese diverse amministrazioni stanno preparando delle cause contro i loro ex partner bancari. Robledo sa bene che non è facile dimostrare la colpevolezza delle banche. Il processo durerà probabilmente un anno, e il primo giorno del procedimento si apre proprio con un rinvio: il giudice è stato sostituito per motivi tecnici. Il dibattimento inizierà il 19 maggio – e probabilmente anche in quel caso Robledo arriverà con un paio di minuti di anticipo.

[Die Welt]