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Articolo di , pubblicato martedì 6 aprile 2010 in Canada.

[Cyberpresse]

(Parigi) Il vulcanico politico Umberto Bossi si vanta ora di poter giocare il ruolo di arbitro della politica italiana, sull’onda dei recenti successi del suo schieramento politico, la Lega Nord. Il nostro corrispondente ha esaminato l’ascesa di questo partito xenofobo.
Silvio Berlusconi, come la fenice, rinasce continuamente dalle sue ceneri, superando ripetuti scandali e procedimenti giudiziari per rimanere a capo dell’Italia.
La recente vittoria della sua coalizione di governo alle elezioni regionali di fine marzo si aggiunge ad una lunga lista d’improbabili vittorie. Ma dipende in primo luogo dall’ascesa della Lega Nord.
La compagine xenofoba di Umberto Bossi ha ottenuto il 13% dei voti. “Sono io l’arbitro della situazione”, ha riassunto qualche giorno fa, il vulcanico politico di 68 anni, facendo eco all’analisi dei media italiani ed internazionali che parlano di “trionfo” del suo partito.
I suoi dirigenti potrebbero ora rivendicare un ruolo più importante nel governo, dove occupano già quattro ministeri, compreso quello, molto delicato, dell’Interno.
Per Jean-Yves Camus, esperto dell’estrema destra presso l’Istituto per le relazioni Internazionali e Strategiche di Parigi, il risultato delle elezioni regionali ha segnato l’ultimo passo di un “lavoro lento e metodico d’insediamento“ portato avanti nel nord del Paese dalle truppe di Bossi.

La questione dell’immigrazione

Il politico, che parla con difficoltà a causa di un ictus che lo ha colpito nel 2004, ha lanciato la Lega Nord negli anni ‘80 unendo vari movimenti secessionisti.
Dal momento della sua elezione a Senatore nel 1987, che gli valse il soprannome di “Senatur”, ha poco a poco soffocato la sua volontà di separare lo Stato. Ma resta più convinto che mai della necessità di un “federalismo” decentralizzato.
“Il suo partito sostiene l’idea che il denaro generato nel nord dovrebbe rimanere al nord e non servire al sud del Paese. Si tratta di una sorta di egoismo fiscale “, afferma Camus. Un egoismo inspirato da un profondo disprezzo per il sud.
Paradossalmente, la Lega Nord riesce a conservare l’anima di un partito d’opposizione, nonostante faccia parte della coalizione attualmente al Governo. “Governano e protestano al tempo stesso”, spiega un altro analista esperto della Lega Nord, Christophe Bouillaud, affiliato all’Istituto di scienze politiche di Grenoble.
Il fatto che nessun dirigente del partito sia stato coinvolto nei grandi scandali di corruzione ha favorito il partito alle ultime elezioni, afferma Bouilard, che non scarta la possibilità che l’ascesa del partito possa essere effimera. “Hanno già vissuto nel passato diversi trionfi, senza che questi siano durati nel tempo”.
Il risultato delle regionali rischia, comunque sia, di tradursi in un nuovo giro di vite sulla questione dell’immigrazione, che è l’anima del programma della Lega Nord.
“Nei loro discorsi, l’immigrato è colui che viene a rubare le ricchezze costruite dalle economie locali”, sottolinea Camus. Una visione ancor più deprimente, aggiunge, visto che il nord dell’Italia, oggi rigoglioso, ha assistito a lungo all’esodo dei suoi abitanti verso il nord dell’Europa e verso l’America del Nord.

Distribuire sapone

La retorica anti-immigrati dei militanti della Lega Nord raggiunge dei livelli estremi. Alcuni di loro hanno addirittura distribuito, in vista delle elezioni regionali, del sapone liquido in un mercato invitando le persone ad utilizzarlo per lavarsi dopo aver toccato degli immigrati.
Queste azioni a grande impatto mediatico hanno un aspetto leggermente “carnevalesco” che nasconde però una realtà più complessa, spiega Bouillard.
“Le Regioni dove la Lega Nord è radicata hanno una crescita demografica molto debole da 25 anni. Il tasso di occupazione è molto elevato e ci sono pochi giovani. Chi fa allora i lavori che gli altri non vogliono fare? Gli immigrati”, dice.
“Buona parte del discorso è dunque simbolica. Possiamo dire “Via i rumeni” ma al tempo stesso nessuno cacci la mia governante moldava che si occupa di mia nonna malata di Alzheimer”, sottolinea lo specialista.