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Nigrizia

Traffico d’armi provenienti dall’ex Urss per 790 milioni di dollari

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Dopo essere stato condannato per la vendita di armi al paese africano, l’ex ministro gollista Pasqua denuncia il coinvolgimento dei protagonisti della politica francese: da François Mitterrand a Jacques Chirac.

Apre il vaso di pandora. L’ex ministro dell’interno francese, il senatore Charles Pasqua, condannato il 27 ottobre a un anno di carcere (e altri due gli sono stati sospesi) e 100 mila euro di multa per il proprio coinvolgimento nell’affare Angolagate, non ci sta e chiama in causa protagonisti della vita politica del paese, come l’ex presidente Jacques Chirac e gli ex primi ministri Edouard Balladur e Alain Juppé. Il caso riguarda la vendita di armi all’Angola da parte di un gruppo di imprenditori, politici, avvocati francesi negli anni Novanta, nel pieno della guerra civile.

 

Pasqua ha impugnato la sentenza, chiedendo la sospensione del segreto di stato sui dossier riguardanti il traffico di armi. Con il senatore gollista è stato condannato a due anni di prigione e a una maxi multa da 375.000 euro Jean-Christophe Mitterrand, uno dei figli dell’ex presidente francese. Imputati principali del processo erano il miliardario russo-israeliano Arkady Gaydamak e il magnate francese Pierre Falcone, che sono stati condannati in contumacia a sei anni di prigione per aver organizzato il traffico di armi. Assolto invece l’economista, scrittore e banchiere Jacques Attali. «Il presidente, il primo ministro, il ministro delle finanze e il ministro della difesa. Tutti e quattro erano a conoscenza dei fatti. Sia sotto il mandato di François Mitterrand, tra il 1993 e il 1995, sia sotto la presidenza di Chirac, dal 1995 al 1998» ha dichiarato Pasqua al quotidiano Le Figaro.

Una nota del tribunale di Parigi che ha emesso la sentenza di condanna denuncia «l’incuria» delle autorità francesi, sembrando quindi confermare quanto sostenuto da Pasqua.

Erano in tutto 42 le persone accusate di aver partecipato all’organizzazione – o beneficiato dei proventi – di un traffico d’armi provenienti dall’ex Unione Sovietica verso l’Angola. Per un giro d’affari di circa 790 milioni di dollari.

All’Angola furono forniti elicotteri, blindati e navi da guerra che l’allora e anche attuale presidente Josè Eduardo dos Santos utilizzò nella guerra civile che l’opponeva ai ribelli dell’Unita, il movimento guidato da Jonas Savimbi, nella seconda, lunga fase di guerra civile in cui il Paese africano ripiombò tra il 1992 e il 1998.