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La Rai, azienda televisiva di Stato, ha rifiutato 125 milioni di euro da Sky per la messa in onda del pacchetto RaiSat.

Rai, Mediaset e La7, attraverso i nuovi decoder, dal 31 luglio inaugureranno l’era « TivùSat« .
Non basta. Gli abbonati Sky che posseggono un decoder, e non ne vogliono altri, oppure se ne fregano di Fede, dovranno comunque metterselo in casa (Fede ed il decoder TivùSat) perché i canali Rai1, 2 e 3 non saranno più visibili dal decoder Sky.
Mi pongo alcune domande, visto che la Rai la pagano i cittadini ma la gestisce Confalonieri ad interim per conto del Presidente del Consiglio Berlusconi:

  • quanto ha offerto Mediaset per mettere fuori gioco i 125 milioni di euro offerti da Murdoch?
  • sulla base di quali criteri è maturata la scelta del direttivo Rai di investire su un cavallo perdente come Mediaset invece che su Sky, società i cui risultati economici e prospettive non lasciano dubbi rispetto all’agonizzante concorrente?
  • con che business plan e con quali ritorni economici la Rai si è buttata su TivùSat, d’amore e d’accordo con Mediaset e La7, che sono anche sue concorrenti?

Mi chiedo anche se nel valutare i compagni di viaggio il direttore generale della Rai Mauro Masi, e la commissione di Vigilanza nella persona di Sergio Zavoli, abbiano tenuto in considerazione che:

  • Mediaset detiene le concessioni delle frequenze radiotelevisive pubbliche al modico prezzo dell’1% del fatturato di RTI (nemmeno di Publitalia!), un comodato d’uso praticamente gratuito che ha negato immensi capitali alle casse dello Stato.
  • da quando questo Governo è al potere gli investimenti pubblicitari di aziende statali e parastatali (come accade anche per Eni e Poste Italiane) sono stati in buona parte dirottati dalle casse Rai a quelle Mediaset della famiglia Berlusconi.
  • Dato che Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset, è lo stesso Silvio Berlusconi che ricopre la carica di Presidente del Consiglio forse l’avventura imprenditoriale TivùSat, è pensata proprio per portare soldi alle sue aziende e non a quelle che tra 3 anni potrebbe non controllare più.

Se Mauro Masi sa tutte queste cose, allora lo invito a guardare un piccolo stralcio del TG4 per rendersi conto di quali compagni di viaggio ha scelto per i cittadini italiani e l’informazione di Stato.