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direi che non è andata male per 1 primo approccio.a proposito è il prefetto di parma che ci ha convocati in seguito alla lettera che abbiamo scritto alla cittadinanza visto che abbiamo messo in evidenza che noi come immigrati « abbiamo paura »visto che le personne che dovrebbero proteggersi(in questo caso i vigili)sono invece loro che ci pestano.abbiamo ribadito che noi non diciamo che parma sia 1 citta razzzista ma che cmq negli ultimi tempi 1 sensazione di disagio c’è 1 aria in seguito a degli episodi non proprio felice: a parma citeremo il caso emmanuel.il prefetto per conto suo ci ha assicurato che avevamo lo stesso diritto come quello degli italiani di essere tutellati e per noi questa era 1 buona notizia visto come l’ha detto lui stesso (rappresenta lo stato in quanto tale garante della sicurezza per tutti i cittadini stranieri e non).il sindaco fara la sua apparizione ma si è capito subito(o perlomeno per colui che poteva capire)che in 1 modo o nel’altro si sta cercando di « chiudere con questa storia » al piu presto.in certi momenti sembrava quasi che cercassero di minizzare il caso emmanuel anzi il prefetto non ne voleva parlare affato ribadendo che non era la sede visto le indagini in corso(forse ha anche ragione )ma il ho  sottolineato che è proprio questo episodio che ha diciamo incremento questo disagio o chiamiamola preoccupazione nelle nostre communita.
si è parlato di costituire 1 consulto degli immigrati, (perche giustamente non si potra sempre andare in 20 a vedere il prefetto opp sindaco o chiunque sia)qui il prefetto ha parlato della sua esperienza a brescia  e noi gli abb ribadito che la consulta c’era gia che ci impegeneremo a farla ripartire .in breve era questo il contenuto del’incontro ma ho anche notato che tanti dei nostri  fratelli non sanno esprimersi « con furbizia ».in questi si bisogna dire le cose come stanno ma sapere anche come dirle!!!!!!!!!!!! cmq per fare una unica associazione africana c’è veramente bisogno di gente con 1 bagaglio intelletuale e culturale molto elevato perche ci troveremo di fronte a personnaggi che sanno come muoversi in politica e lo sappiamo che in italia la politica c’e dapertutto.

Milli

23.10.2008

Ecco la lettera scritta dalle associazioni degli immigrati di Parma


Siamo i rappresentanti di molte Comunità africane presenti sul territorio di Parma, e ci teniamo a dire che consideriamo Parma come nostra seconda patria. Affermiamo la nostra fedeltà e la nostra lealtà verso la città che ci ospita. Purtroppo dobbiamo constatare che l’immagine che alcuni cittadini di Parma hanno di noi immigrati è distorta da pregiudizi.
Vorremmo presentarci alla cittadinanza:


– Siamo i « negri », « immigrati », « extracomunitari », « clandestini », « quelli di colore » « Africani » che col loro lavoro nei salumifici, nei caseifici, nelle aziende metalmeccaniche sostengono il settore agroalimentare che viene considerato l’eccellenza di Parma.
– Ci prendiamo cura dei vostri anziani.
– Siamo coloro che, in gran parte, puliscono i vostri condomini e i vostri uffici.
– Considerate che molte aziende nei settori del commercio, del trasporto, dei servizi, dell’artigianato sono gestite direttamente da immigrati.
– Col nostro lavoro paghiamo tasse a sostegno della vostra economia e versiamo contributi che permettono il pagamento delle pensioni ai lavoratori anziani italiani.
– Affidiamo i nostri risparmi alle vostre banche.
– Affidiamo, soprattutto, i nostri figli alle vostre scuole: molti sono gli immigrati che frequentano le vostre università.
– Ci adoperiamo per fare conoscere meglio la nostra cultura attraverso iniziative come l' »Ottobre africano », feste multiculturali, manifestazioni musicali, cinematografiche, gastronomiche…
– Rispettiamo tutte le varie sensibilità politiche, pur non identificandoci (come comunità) in nessuna di esse.
– Con tutto questo abbiamo sempre cercato di integrarci rispettando i valori e la cultura di Parma.

Emmanuel Bonsu è stato calpestato mentre esercitava il suo diritto-dovere di studente. Non vogliamo comunque più essere il capro espiatorio di situazioni di disagio della società italiana (e di Parma soprattutto) non imputabili alla nostra immigrazione. Non vogliamo competere con i cittadini di Parma, vogliamo solo essere messi in condizione di poterci lealmente confrontare. Condanniamo ogni forma di razzismo e di xenofobia. Adesso anche noi abbiamo paura e chiediamo maggior tutela per noi e per il futuro dei nostri figli.

Esponenti delle comunità di Parma che aderiscono all’appello:
Comunità del Senegal
Comunità del Burkina faso
Comunità della Nigeria
Comunità della Costa D’Avorio
Comunità Eritrea
Comunità del Ghana
Comunità del Camerun
Comunità del Mali
Comunità del Sudan
Comunità del Congo