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Global Project ParmaSabato 4 ottobre 2008


Potrebbe passare come l’ennesimo atto di cronaca a sfondo razzista che nelle ultime settimane ha avuto epiloghi drammatici a Milano e Castel Volturno.
Di violenza sempre si tratta. Gli insulti razzisti, le umiliazioni, le botte sembrano ormai parte di una ricetta standard per gli attacchi volti a chi proviene da un paese straniero, a chi alloggia in un campo Rom, agli stessi centri che accolgono rifugiati e stranieri, o a chi per il solo colore della pelle subisce l’eterna condanna di una cittadinanza parziale, limitata.
Ma ora c’è un elemento in più, purtroppo non nuovo nella città di Parma: è la stessa Polizia Municipale a farsi protagonista di questa violenza e razzismo. I vigili in borghese che hanno fermato Emmanuel, studente ghanese di 22 anni diretto alla sua scuola serale, avevano in mente un altro tipo di lezione.
Assalito, pestato e portato al comando, Emmanuel veniva mandato a casa con un occhio tumefatto ed una scritta in italiano perfetto sulla busta del verbale: « Emmanuel negro ».
La faccia che questa città ha voluto darsi è quella città sicura, un modello nazionale adorno di decreti, nuovi poteri alla polizia, ordinanze, telecamere e persino elicotteri e unità cinofile. Questa faccia si specchia però nella cruda, grottesca realtà di questa vicenda. Non un semplice abuso di poteri. Non semplici mele marce. Ma un sistema che a Parma ha coltivato con cura la paura dell’altro, che inscena fantomatiche cacce alle streghe, fino a legittimare atti di violenza inaudita a danno di coloro che di sicurezza, quella vera e sostanziale, ne sono già privati dalla precarietà, dalla crisi economica e da leggi discriminanti.
E Parma è la città nella quale è stata firmata la Carta dei sindaci per la sicurezza.
Dipende da noi cambiare. Dipende da noi, dai nostri cuori, dalla nostra capacità di indignarsi.
Di dire basta, mai più.

Facciamo appello a chi non accetta questo modello di città ad agire ed intervenire per sostenere Emmanuel e la famiglia, per chiedere con loro giustizia su quanto accaduto e per dire con forza che a Parma non c’è più spazio per una sicurezza che è diventata violenza pubblica.

Dipende da noi costruire una città aperta, includente, in cui il colore della pelle non sia fattore differenziante ma ricchezza da rispettare. Dipende da tutti noi, non da altri.

Invitiamo a inviare mail e fax di protesta agli indirizzi mail del sindaco (sindaco@comune.parma.it) e dell’assessore Monteverdi (monteverdi@comune.parma.it), e al comando dei vigili urbani.

Chiediamo le dimissioni del Sindaco Vignali, dell’Assessore alla sicurezza Monteverdi e del comandante dei vigili urbani.

Prime adesioni

Ass. Ya Basta! – Parma
a.p.s. Quilombo
SPAM – Parma
Comitato Antirazzista
Rete « Diritti in casa »
Tano D’Amico (fotografo)
Francesco Camattini – insegnante e cantautore
Ass. « Perché no? »
a.p.s. Le Giraffe
Coordinamento Pace e Solidarietà
Leonardo Di Jorio (Segreteria Rifondazione Comunista – Parma)
Laura Lasagna (insegnante)
ISM -Italia (International Solidarity Movement)
Comitato per la legalità e la democrazia di Parma
Associazione Liberacittadinanza – Parma
Maria Ricciardi

Per aderire inviare una mail a: stop.razzismo.parma@gmail.com