Articles tagués ‘parma’

04/11/2010

Esclusiva prima serata Reggae Dub Dancehall @l circolo Matonge:

Reggae
Dub
Dancehall

Warm up:
Pamoja 

At Di Controls:
Black Mamba X
(hot vybez specialist)

on the mic:
K-Smile,
conscious warrior outta Senegal

Stone aka big fyah
original singjay outta Palermo
(New album “chiddu chi fazzu” out now)

Vi aspettiamo numerosi

Circolo Matonge:
Luogo di incontro di culture e di gente, laboratorio di musica, teatro.
per la Giustizia, Solidarieta, Cultura, Pace.

Come Arrivare:
Da via venezia alla rotonda prendere la 3 uscita in via Burla in direzione Mezzani, il locale si trova alla prossima rotonda (tra IKEA e Barilla).

BIOGRAFIA

05/11/2009

La settimana del migrante dal 5/11 al 17/11/2009

SettimanaMigrante2

06/10/2009

Ottobre Africano a Parma

OttobreAfricano_09_locandina

Programma

07/07/2009

Parma e i concittadini immigrati: tra l’indifferenza e la cultura dei diritti.

Evento8Luglio

Che si terrà mercoledì 8 luglio – ore 21,00 all’Arena estiva del Cinema d’Azeglio

Ci sembra infatti molto importante trovare un momento per riflettere insieme, con l’aiuto di persone qualificate, sulla nostra idea concreta di cittadinanza, diritti e accoglienza.

E’ sempre più urgente che la nostra riflessione su questi temi si allarghi al territorio, sappia rendersi visibile, coinvolga altre persone.

Tutto ormai passa, all’interno dell’opinione pubblica, come necessario in nome della nostra sicurezza. Qualsiasi presa di posizione, atto amministrativo o legislativo, comportamento singolo o istituzionale. Dobbiamo riflettere ed agire rispetto a questo, costruendo reti di solidarietà ma anche di consapevolezza e di pratica associativa.

L’incontro vuole essere un contributo a questo percorso.

Il programma è il seguente:

Proiezione del video:

“Il mio nome è Emmanuel”, Un mondo a colori, Rai educational

Partecipano alla discussione:

Andrea Tinari giornalista “Un Mondo a Colori” – Rai

Paolo Bertoletti segretario generale CGIL Parma

Luca Ponzi giornalista Rai

Armando Orlando giornalista Polis

Emilio Rossi presidente Ciac

Conduce:

Vincenza Pellegrino, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati – Trieste

Vi allego il volantino chiedendovi di dare la massima diffusione possibile.

molte grazie

Per il progetto Parma Multiculturale

Giacomo Truffelli

17/05/2009

Caso Bonsu: Rinvio a giudizio per i 10 vigili indagati

La Procura di Parma ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per i dieci vigili urbani coinvolti nell’inchiesta sul pestaggio di Emmanuel Bonsu Foster, il ghanese di 22 anni che lo scorso settembre venne “fermato per errore” in un’operazione antidroga condotta nel parco ex Eridania dal Nucleo di pronto intervento della polizia municipale. La famiglia di Emmanuel ha dichiarato di essere soddisfatto dell’esito: almeno ora siamo sicuri che ci sarà il processo !

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30/11/2008

Manifestazione Antirazzismo a Parma 29/11/2008

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L’appuntamento è alle 14.30 davanti alla stazione ferroviaria di parma, piano piano inizia ad arrivare gente, e la marcia inizierà però verso le 15.30, io nel frattempo anticipo e vado in pilota in modo di prendere le foto di tutto il corteo ma mi accorgo di una cosa: I mezzi e uomini della polizia sono incredibilmente tanti !!!! il corteo fa tutta via Garibaldi, poi via mazzini, attraversa il fiume e fa tutta via d’Azeglio fino all’altezza di B.go Barnabei, e da li poi ci ritroviamo in Piazza Picelli, uno stop per ricordare chi era Picelli, poi andiamo avanti: via costituente, via Bixio poi giriamo per andare sul lungo Parma, altro stop davanti all’Unione degli industriali di parma dove viene lasciato uno striscione sulla precarietà dei lavoratori;

Andiamo avanti: attraversiamo via Farini e passiamo in B.go Riccio, next stop: Ufficio stranieri e testimonianza di un “extra-comunitario”; prendiamo via XX luglio, poi via Repubblica e ci fermiamo all’ultimo stop in Piazza Garibaldi.

La gente era veramente entusiasta e c’era una bella atmosfera nonostante il freddo che c’era, é stata una bellissima manifestazione !!!

Jacques

24/10/2008

Incontro fra Associazioni degli immigrati con il prefetto di Parma

direi che non è andata male per 1 primo approccio.a proposito è il prefetto di parma che ci ha convocati in seguito alla lettera che abbiamo scritto alla cittadinanza visto che abbiamo messo in evidenza che noi come immigrati “abbiamo paura”visto che le personne che dovrebbero proteggersi(in questo caso i vigili)sono invece loro che ci pestano.abbiamo ribadito che noi non diciamo che parma sia 1 citta razzzista ma che cmq negli ultimi tempi 1 sensazione di disagio c’è 1 aria in seguito a degli episodi non proprio felice: a parma citeremo il caso emmanuel.il prefetto per conto suo ci ha assicurato che avevamo lo stesso diritto come quello degli italiani di essere tutellati e per noi questa era 1 buona notizia visto come l’ha detto lui stesso (rappresenta lo stato in quanto tale garante della sicurezza per tutti i cittadini stranieri e non).il sindaco fara la sua apparizione ma si è capito subito(o perlomeno per colui che poteva capire)che in 1 modo o nel’altro si sta cercando di “chiudere con questa storia” al piu presto.in certi momenti sembrava quasi che cercassero di minizzare il caso emmanuel anzi il prefetto non ne voleva parlare affato ribadendo che non era la sede visto le indagini in corso(forse ha anche ragione )ma il ho  sottolineato che è proprio questo episodio che ha diciamo incremento questo disagio o chiamiamola preoccupazione nelle nostre communita.
si è parlato di costituire 1 consulto degli immigrati, (perche giustamente non si potra sempre andare in 20 a vedere il prefetto opp sindaco o chiunque sia)qui il prefetto ha parlato della sua esperienza a brescia  e noi gli abb ribadito che la consulta c’era gia che ci impegeneremo a farla ripartire .in breve era questo il contenuto del’incontro ma ho anche notato che tanti dei nostri  fratelli non sanno esprimersi “con furbizia”.in questi si bisogna dire le cose come stanno ma sapere anche come dirle!!!!!!!!!!!! cmq per fare una unica associazione africana c’è veramente bisogno di gente con 1 bagaglio intelletuale e culturale molto elevato perche ci troveremo di fronte a personnaggi che sanno come muoversi in politica e lo sappiamo che in italia la politica c’e dapertutto.

Milli

23.10.2008

Ecco la lettera scritta dalle associazioni degli immigrati di Parma


Siamo i rappresentanti di molte Comunità africane presenti sul territorio di Parma, e ci teniamo a dire che consideriamo Parma come nostra seconda patria. Affermiamo la nostra fedeltà e la nostra lealtà verso la città che ci ospita. Purtroppo dobbiamo constatare che l’immagine che alcuni cittadini di Parma hanno di noi immigrati è distorta da pregiudizi.
Vorremmo presentarci alla cittadinanza:


- Siamo i “negri”, “immigrati”, “extracomunitari”, “clandestini”, “quelli di colore” “Africani” che col loro lavoro nei salumifici, nei caseifici, nelle aziende metalmeccaniche sostengono il settore agroalimentare che viene considerato l’eccellenza di Parma.
- Ci prendiamo cura dei vostri anziani.
- Siamo coloro che, in gran parte, puliscono i vostri condomini e i vostri uffici.
- Considerate che molte aziende nei settori del commercio, del trasporto, dei servizi, dell’artigianato sono gestite direttamente da immigrati.
- Col nostro lavoro paghiamo tasse a sostegno della vostra economia e versiamo contributi che permettono il pagamento delle pensioni ai lavoratori anziani italiani.
- Affidiamo i nostri risparmi alle vostre banche.
- Affidiamo, soprattutto, i nostri figli alle vostre scuole: molti sono gli immigrati che frequentano le vostre università.
- Ci adoperiamo per fare conoscere meglio la nostra cultura attraverso iniziative come l’”Ottobre africano”, feste multiculturali, manifestazioni musicali, cinematografiche, gastronomiche…
- Rispettiamo tutte le varie sensibilità politiche, pur non identificandoci (come comunità) in nessuna di esse.
- Con tutto questo abbiamo sempre cercato di integrarci rispettando i valori e la cultura di Parma.

Emmanuel Bonsu è stato calpestato mentre esercitava il suo diritto-dovere di studente. Non vogliamo comunque più essere il capro espiatorio di situazioni di disagio della società italiana (e di Parma soprattutto) non imputabili alla nostra immigrazione. Non vogliamo competere con i cittadini di Parma, vogliamo solo essere messi in condizione di poterci lealmente confrontare. Condanniamo ogni forma di razzismo e di xenofobia. Adesso anche noi abbiamo paura e chiediamo maggior tutela per noi e per il futuro dei nostri figli.

Esponenti delle comunità di Parma che aderiscono all’appello:
Comunità del Senegal
Comunità del Burkina faso
Comunità della Nigeria
Comunità della Costa D’Avorio
Comunità Eritrea
Comunità del Ghana
Comunità del Camerun
Comunità del Mali
Comunità del Sudan
Comunità del Congo

12/10/2008

Ottobre africano a Parma

Da sei anni ormai che ogni mese di ottobre viene organizzato questo evento culturale a Parma con tanti appuntamenti dalla musica alla fotografia passando dal cinema. ecco la locandina.

Complimenti a Cleo!

www.ottobreafricano.org

12/10/2008

Quando erano italiani gli immigrati da linciare

La strage di Aigues-Mortes e il pregiudizio xenofobo

di GIAN ANTONIO STELLA

«Acque-Morte ci addita l’orrenda / Ecatombe di vittime inulte!/ No, jamais, sì ferale tregenda / In Italia obliata sarà» tuona indignata la poesia Il grido d’Italia per le stragi di Aigues-Mortes, scritta di getto da Alessandro Pagliari, nel 1893, a ridosso del massacro. Invece è successo. L’Italia ha dimenticato quella feroce caccia all’italiano nelle saline della Camargue, alle foci del Rodano, che vide la morte di un numero ancora imprecisato di emigrati piemontesi, lombardi, liguri, toscani. Basti dire che, stando all’archivio del Corriere della Sera, le (rapide) citazioni della carneficina dal 1988 a oggi sui nostri principali quotidiani e settimanali sono state otto. Per non dire degli articoli dedicati espressamente al tema: due. Due articoli in venti anni. Contro i 57 riferimenti ad Adua, i 139 a El Alamein, i 172 a Cefalonia… Eppure, Dio sa quanto ci sarebbe bisogno, in Italia, di recuperare la memoria. Che cosa fu, Maurice Terras, il primo cittadino del paese, se non un «sindaco-sceriffo» che cercò non di calmare gli animi ma di cavalcare le proteste xenofobe dei manovali francesi contro gli «intrusi» italiani? Rileggiamo il suo primo comunicato, affisso sui muri dopo avere ottenuto che i padroni delle saline, sotto il crescente rumoreggiare della folla, licenziassero gli immigrati: «Il sindaco della città di Aigues-Mortes ha l’onore di portare a conoscenza dei suoi amministrati che la Compagnia ha privato di lavoro le persone di nazionalità italiana e che da domani i vari cantieri saranno aperti agli operai che si presenteranno. Il sindaco invita la popolazione alla calma e al mantenimento dell’ordine. Ogni disordine deve infatti cessare, dopo la decisione della Compagnia».

Per non dire del secondo manifesto che, affisso dopo la strage, toglie il fiato: «Gli operai francesi hanno avuto piena soddisfazione. Il sindaco della città di Aigues-Mortes invita tutta la popolazione a ritrovare la calma e a riprendere il lavoro, tralasciati per un momento. (…) Raccogliamoci per curare le nostre ferite e, recandoci tranquillamente al lavoro, dimostriamo come il nostro scopo sia stato raggiunto e le nostre rivendicazioni accolte. Viva la Francia! Viva Aigues-Mortes!». È vero, grazie al cielo da noi non sono mai divampati pogrom razzisti contro gli immigrati neppure lontanamente paragonabili a quelli scatenati contro i nostri nonni. Non solo ad Aigues-Mortes ma a Palestro, un paese fondato tra Algeri e Costantina da una cinquantina di famiglie trentine e spazzato via nel 1871 da una sanguinosa rivolta dei Cabili. A Kalgoorlie, nel deserto a 600 chilometri da Perth, dove gli australiani decisero di «festeggiare » l’Australian Day del 1934 scatenando tre giorni di incendi, devastazioni, assalti contro i nostri emigrati. (…)

Ma soprattutto negli Stati Uniti dove, dal massacro di New Orleans a quello di Tallulah, siamo stati i più linciati dopo i negri. Al punto che un giornale democratico, ironizzando amaro sui ridicoli risarcimenti concessi ai parenti dei morti, arrivò a pubblicare una vignetta in cui il segretario di Stato americano porgeva una borsa all’ambasciatore d’Italia e commentava: «Costano tanto poco questi italiani che vale la pena di linciarli tutti». È vero, da noi non sono mai state registrate esplosioni di violenza xenofoba così. È fuori discussione, però, che i germi dell’aggressività verbale che infettarono le teste e i cuori di quei francesi impazziti di odio nelle ore dell’eccidio somigliano maledettamente ai germi di aggressività verbale emersi in questi anni nel nostro Paese. Anzi, sembrano perfino più sobri. Maurice Barrès scriveva nell’articolo Contre les étrangers su Le Figaro, che «il decremento della natalità e il processo di esaurimento della nostra energia (…) hanno portato all’invasione del nostro territorio da parte di elementi stranieri che s’adoprano per sottometterci ».

Umberto Bossi è andato più in là, barrendo al congresso della Lega di qualche anno fa: «Nei prossimi dieci anni vogliono portare in Padania tredici o quindici milioni di immigrati, per tenere nella colonia romano-congolese questa maledetta razza padana, razza pura, razza eletta». Le Mémorial d’Aix scriveva che gli italiani «presto ci tratteranno come un Paese conquistato » e «fanno concorrenza alla manodopera francese e si accaparrano i nostri soldi». Il sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini ha tuonato che «gli immigrati annacquano la nostra civiltà e rovinano la razza Piave» e occorre «liberare l’Italia da queste orde selvagge che entrano da tutte le parti senza freni» per «rifare l’Italia, l’Italia sana, in modo che non ci sia più inquinamento». (…) Per non dire del problema della criminalità. Quella dei nostri emigranti accecava i francesi che sul Memorial d’Aix denunciavano come «la presenza degli stranieri in Francia costituisce un pericolo permanente, spesso questi operai sono delle spie; generalmente sono di dubbia moralità, il tasso di criminalità è elevato: del 20%, mentre nei nostri non è che del 5». Quella degli immigrati in Italia, per quanto sia reale, fonte di legittime preoccupazioni e giusta motivazione al varo di leggi più severe, acceca certi italiani. Fino a spingere il futuro capogruppo al Senato del Popolo della Libertà, Maurizio Gasparri, a sbraitare dopo il massacro di Erba parole allucinate: «Chi ha votato l’indulto ha contribuito a questo eccidio. Complimenti. Ha fruito di quel provvedimento anche il tunisino che ha massacrato il figlio di due anni, la moglie, la suocera e la vicina a Erba».

L’europarlamentare Mario Borghezio riuscì a essere perfino più volgare: «La spaventosa mattanza cui ha dato luogo a Erba un delinquente spacciatore marocchino ci prospetta quello che sarà, molte altre volte, uno scenario a cui dobbiamo abituarci. Al di là dell’”effetto indulto”, che qui come in altri casi dà la libertà a chi certo non la merita, vi è e resta in tutta la sua spaventosa pericolosità una situazione determinata da modi di agire e di reagire spazialmente lontani dalla nostra cultura e dalla nostra civiltà». Chi fossero gli assassini si è poi scoperto: Rosa Bazzi e Olindo Romano, i vicini di casa xenofobi e razzisti. Del tutto inseriti, apparentemente, nella «nostra cultura e nella nostra civiltà». Insistiamo: nessun paragone. Ma gelano il sangue certe parole usate in questi anni. Come un volantino nella bacheca di un’azienda di Pieve di Soligo: «Si comunica l’apertura della caccia per la seguente selvaggina migratoria: rumeni, albanesi, kosovari, zingari, talebani, afghani ed extracomunitari in genere. È consentito l’uso di fucili, carabine e pistole di grosso calibro. Si consiglia l’abbattimento di capi giovani per estinguere più rapidamente le razze». (…) Per irridere amaramente a certi toni tesi a cavalcare l’odio e la paura, l’attore Antonio Albanese ha creato insieme con Michele Serra un personaggio ironicamente spaventoso: «Io sono il ministro della paura e come ben sapete senza la paura non si vive. (…)

Una società senza paura è come una casa senza fondamenta. Per questo io starò sempre qua, nel mio ufficio bianco, alla mia scrivania bianca, di fronte al mio poster bianco. Con tre pulsanti, i miei attrezzi da lavoro: pulsante giallo, pulsante arancione, pulsante rosso. Rispettivamente poca paura, abbastanza paura, paurissima». C’è da ridere, e si ride. Ma anche da spaventarsi. E ci si spaventa. Ecco, in un contesto come questo, in cui perfino un presidente del Consiglio come Silvio Berlusconi arriva a sbuffare a Porta a Porta sulla xenofobia imputata alla sua coalizione dicendo di non capire «perché questa parola dovrebbe avere un significato così negativo », il libro di Enzo Barnabà sul massacro dei nostri emigranti ad Aigues-Mortes è una boccata di ossigeno. Perché solo ricordando che siamo stati un popolo di emigranti vittime di odio razzista, come ha fatto il vescovo di Padova Antonio Mattiazzo denunciando «segni di paura e di insicurezza che talvolta rasentano il razzismo e la xenofobia, spesso cavalcati da correnti ideologiche e falsati da un’informazione che deforma la realtà», si può evitare che oggi, domani o dopodomani si ripetano altre cacce all’uomo. Mai più Aigues- Mortes. Mai più.

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02/10/2008

Appello per una città sicura e libera dal razzismo

Global Project ParmaSabato 4 ottobre 2008


Potrebbe passare come l’ennesimo atto di cronaca a sfondo razzista che nelle ultime settimane ha avuto epiloghi drammatici a Milano e Castel Volturno.
Di violenza sempre si tratta. Gli insulti razzisti, le umiliazioni, le botte sembrano ormai parte di una ricetta standard per gli attacchi volti a chi proviene da un paese straniero, a chi alloggia in un campo Rom, agli stessi centri che accolgono rifugiati e stranieri, o a chi per il solo colore della pelle subisce l’eterna condanna di una cittadinanza parziale, limitata.
Ma ora c’è un elemento in più, purtroppo non nuovo nella città di Parma: è la stessa Polizia Municipale a farsi protagonista di questa violenza e razzismo. I vigili in borghese che hanno fermato Emmanuel, studente ghanese di 22 anni diretto alla sua scuola serale, avevano in mente un altro tipo di lezione.
Assalito, pestato e portato al comando, Emmanuel veniva mandato a casa con un occhio tumefatto ed una scritta in italiano perfetto sulla busta del verbale: “Emmanuel negro”.
La faccia che questa città ha voluto darsi è quella città sicura, un modello nazionale adorno di decreti, nuovi poteri alla polizia, ordinanze, telecamere e persino elicotteri e unità cinofile. Questa faccia si specchia però nella cruda, grottesca realtà di questa vicenda. Non un semplice abuso di poteri. Non semplici mele marce. Ma un sistema che a Parma ha coltivato con cura la paura dell’altro, che inscena fantomatiche cacce alle streghe, fino a legittimare atti di violenza inaudita a danno di coloro che di sicurezza, quella vera e sostanziale, ne sono già privati dalla precarietà, dalla crisi economica e da leggi discriminanti.
E Parma è la città nella quale è stata firmata la Carta dei sindaci per la sicurezza.
Dipende da noi cambiare. Dipende da noi, dai nostri cuori, dalla nostra capacità di indignarsi.
Di dire basta, mai più.

Facciamo appello a chi non accetta questo modello di città ad agire ed intervenire per sostenere Emmanuel e la famiglia, per chiedere con loro giustizia su quanto accaduto e per dire con forza che a Parma non c’è più spazio per una sicurezza che è diventata violenza pubblica.

Dipende da noi costruire una città aperta, includente, in cui il colore della pelle non sia fattore differenziante ma ricchezza da rispettare. Dipende da tutti noi, non da altri.

Invitiamo a inviare mail e fax di protesta agli indirizzi mail del sindaco (sindaco@comune.parma.it) e dell’assessore Monteverdi (monteverdi@comune.parma.it), e al comando dei vigili urbani.

Chiediamo le dimissioni del Sindaco Vignali, dell’Assessore alla sicurezza Monteverdi e del comandante dei vigili urbani.

Prime adesioni

Ass. Ya Basta! – Parma
a.p.s. Quilombo
SPAM – Parma
Comitato Antirazzista
Rete “Diritti in casa”
Tano D’Amico (fotografo)
Francesco Camattini – insegnante e cantautore
Ass. “Perché no?”
a.p.s. Le Giraffe
Coordinamento Pace e Solidarietà
Leonardo Di Jorio (Segreteria Rifondazione Comunista – Parma)
Laura Lasagna (insegnante)
ISM -Italia (International Solidarity Movement)
Comitato per la legalità e la democrazia di Parma
Associazione Liberacittadinanza – Parma
Maria Ricciardi

Per aderire inviare una mail a: stop.razzismo.parma@gmail.com

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