Articles tagués ‘Immigrazione’

05/10/2009

Manifestazione Nazionale Antirazzista

manifesto no fascione

ROMA 17 OTTOBRE 2009
Piazza della Repubblica, ore 14.30

Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.
A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dalle politiche del governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza approvato dalla maggioranza di centro destra risponde ad un intento persecutorio, introducendo il reato di “immigrazione clandestina” e un complesso di norme che peggiorano le condizioni di vita dei migranti, ne ledono la dignità umana e i diritti fondamentali.
Questa drammatica situazione sta pericolosamente incoraggiando e legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità.
Intanto, nel canale di Sicilia, ormai diventato un vero e proprio cimitero marino, continuano a morire centinaia di esseri umani che cercano di raggiungere le nostre coste.
E’ il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta e solidarietà per difendere i diritti di tutte e tutti rifiutando ogni forma di discriminazione e per fermare il dilagare del razzismo.
Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, alle organizzazioni sindacali, sociali e politiche, a tutti i movimenti a ogni persona a scendere in piazza il 17 ottobre per dare vita ad una grande manifestazione popolare in grado di dare voce e visibilità ai migranti e all’Italia che non accetta il razzismo sulla base di queste parole d’ordine׃

• No al razzismo
• Regolarizzazione generalizzata per tutti
• Abrogazione del pacchetto sicurezza
• Accoglienza e diritti per tutti
• No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
• Rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
• Diritto di asilo per rifugiati e profughi
• Chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE)
• No alla contrapposizione fra italiani e stranieri nell’accesso ai diritti
• Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutte e tutti
• Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
• Contro ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche, transgender.
• A fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta per la difesa del posto di lavoro

Comitato 17 ottobre

Per adesioni: comitatoroma17ottobre@gmail.com

29/09/2009

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

LA MARCIA MONDIALE: UNA PROPOSTA UMANISTA

poster_A3www.marciamondiale.org/

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza è stata lanciata durante il Simposio del Centro Mondiale di Studi Umanisti nei Parchi di Studio e Riflessione – Punta de Vacas (Argentina) il 15 novembre 2008.

Questa Marcia vuole creare coscienza rispetto alla pericolosa situazione mondiale in cui ci troviamo, caratterizzata dall’alta probabilità di conflitto nucleare, dalla corsa agli armamenti e dalla violenta occupazione militare di territori.

Si tratta di una proposta di mobilitazione sociale senza precedenti, promossa dal Movimento Umanista attraverso uno dei suoi organismi, Mondo senza Guerre.

La proposta iniziale si è sviluppata molto velocemente. In pochi mesi la Marcia Mondiale ha suscitato l’adesione di migliaia di persone, gruppi pacifisti e nonviolenti, istituzioni di tipo diverso, personalità del mondo della scienza, della cultura e della politica sensibili all’urgenza momento. Ha anche ispirato un’enorme diversità di iniziative in oltre 100 paesi, creando un fenomeno umano in rapido aumento (www.theworldmarch.org).

LA SITUAZIONE ATTUALE

Viviamo in una situazione critica a livello mondiale, caratterizzata dalla povertà di vaste regioni, dallo scontro tra culture, dalla violenza e dalla discriminazione che contaminano la vita quotidiana di grandi settori della popolazione. Conflitti armati devastano molte zone e ora dobbiamo affrontare anche una profonda crisi del sistema finanziario internazionale. A tutto questo si aggiunge il problema più pressante, la minaccia nucleare in aumento. È un momento di enorme complessità; non solo dobbiamo prendere in considerazione gli interessi irresponsabili delle potenze nucleari e la follia di gruppi violenti, con possibilità di accesso a materiale nucleare di dimensioni ridotte, ma dobbiamo tener presente anche  il rischio di un incidente che potrebbe innescare un conflitto devastante.
Non si tratta della somma di singole crisi: ci troviamo davanti al fallimento globale di un sistema la cui metodologia di azione è la violenza e il cui valore centrale è il denaro.

LE PROPOSTE DELLA MARCIA MONDIALE

Per evitare la catastrofe nucleare futura, dobbiamo superare la violenza oggi, chiedendo:

•  il disarmo nucleare a livello mondiale,
•  il ritiro immediato delle truppe di invasione dai territori occupati,
•  la riduzione progressiva e proporzionale delle armi convenzionali,
•  la firma di trattati di non aggressione tra paesi, e
• la rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come metodo di risoluzione dei conflitti.

È urgente creare una coscienza a favore della pace e del disarmo, ma è necessario anche risvegliare la coscienza della nonviolenza, che ci consenta di rifiutare non solo la violenza fisica, ma anche ogni altro tipo di violenza (economica, razziale, psicologica, religiosa, sessuale ecc.). Questa nuova sensibilità potrà instaurarsi e scuotere le strutture sociali, aprendo la strada alla futura Nazione Umana Universale.

Reclamiamo il nostro diritto a vivere in pace e libertà. Non si vive in libertà quando si vive sotto la minaccia della violenza.

La Marcia Mondiale è un appello a tutte le persone a unire gli sforzi e ad assumersi la responsabilità di cambiare il mondo, a superare la violenza personale e a lavorare nel proprio ambiente più immediato, fino a dove arriva la loro influenza.

LA MARCIA IN AZIONE

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza sta già ispirando diverse iniziative e attività che nei prossimi mesi dovranno moltiplicarsi. Una di esse sarà la marcia simbolica di un gruppo multinazionale e multiculturale che percorrerà i sei continenti,  partendo il 2 ottobre 2009 (Giornata internazionale della Nonviolenza) da Wellington (Nuova Zelanda) e concludendo il suo viaggio il 2 gennaio 2010 ai piedi del monte Aconcagua, a Punta de Vacas (Argentina).

In tutto questo periodo, in centinaia di città si realizzeranno marce, festival, forum, conferenze e altri eventi per far prendere coscienza sull’urgenza della Pace e della Nonviolenza. In tutto il mondo le campagne di adesione alla Marcia moltiplicheranno questo segnale al di là di quanto possiamo immaginare oggi.

Per la prima volta nella storia un evento di queste proporzioni si mette in moto per iniziativa della gente.

La vera forza di questa Marcia nasce dall’atto semplice e cosciente di chi  aderisce ad una causa degna e la condivide con altri.

PER IL MOVIMENTO UMANISTA

Portavoce della Marcia Mondiale: Rafael de la Rubia
Portavoce per l’Africa: Michel Ussene
Portavoce per Asia-Pacifico: Sudhir Gandotra
Portavoce per l’Europa: Giorgio Schultze
Portavoce per l’America Latina: Tomás Hirsch
Portavoce per l’America del Nord: Chris Wells

Locandina

17/09/2009

Le nuove politiche per l’immigrazione. Sfide e opportunità

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La città di Asolo (TV) ospiterà i prossimi 16 e 17 ottobre 2009 la seconda edizione dei Dialoghi asolani. Il workshop “Le nuove politiche per l’immigrazione. Sfide e opportunità“, organizzato congiuntamente dalla Fondazione Farefuturo e dalla Fondazione Italianieuropei, vedrà la partecipazione e il confronto di esperti di politiche per l’immigrazione e sarà aperto ad un gruppo di cento giovani under 35, provenienti da tutta Italia, selezionati attraverso un bando pubblico. Bando e programma del workshop sono disponibili sui siti internet delle due Fondazioni. La scadenza per la domanda di ammissione è fissata per il 21 settembre 2009.

26/05/2009

Roma. 28-29-30 Maggio – Contro il G8 su immigrazione e sicurezza

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Intolleranti al razzismo
Per abbattere muri e frontiere.
Per una cittadinanza globale

Nabruka Mimuni, questo è il nome della donna che si è tolta la vita nella notte tra il 6 e il 7 maggio nel lager di Ponte Galeria, alle porte di Roma. 227, le persone delle quali non conosciamo il nome né la sorte respinte verso la Libia nella stessa notte, inaugurando la linea dura del ministro Maroni sui respingimenti in mare. Inutile parlare di diritti umani inviolabili, illusorio appellarsi a una qualche convenzione internazionale, insufficiente erigersi a difesa della Costituzione italiana.

Classi separate, autobus separati, medici spia, presidi spia, reato di clandestinità, sindaci sceriffo, “sicurezza partecipata”, esercito nelle strade, militarismo civico, checkpoint metropolitani: il mondo intorno a noi sembra evolversi rapidamente in un’escalation di razzismo e violenza istituzionale che mirano a stringere tutte e tutti noi nella morsa della paura, dello sfruttamento e del controllo. Il governo blinda il pacchetto sicurezza. Berlusconi non vuole un’Italia multietnica e lo spettro dell’apartheid si fa realtà.

Le politiche razziste e securitarie sono pratiche di governo nella crisi economica. In assenza di politiche anticrisi l’unica risposta è la sicurezza che si traduce nella riduzione di libertà e diritti. Come fermare altrimenti le resistenze se non ingabbiando (preventivamente) la società, producendo separazione e odio razziale? Queste misure colpiscono in particolare i/le migranti ma riguardano tutt* e puntano a dividere e a rompere i rapporti di solidarietà tra le persone, alimentando la paura e rendendo tutt* più ricattabili.

Ma il futuro non è scritto. Le rivolte nei centri di detenzione per migranti (CIE), da Lampedusa a Torino, da Milano a Ponte Galeria, accendono un fuoco di speranza e libertà.
Le voci e le mobilitazioni contro il pacchetto sicurezza gridano che sono molt* a sfidare la paura.
Le lotte sociali non si fermano, anzi si moltiplicano.

È urgente nelle prossime settimane moltiplicare azioni e manifestazioni per rendere visibile l’indignazione e la rabbia nei confronti di un governo sempre più razzista.
Il 23 maggio a Milano ci sarà un’importante manifestazione nazionale della campagna “Da che parte stare”, contro la crisi, contro il razzismo e per i diritti dei migranti.

Tra il 28 e il 30 maggio si terrà a Roma il G8 dei ministri della giustizia e degli interni, che discuteranno di sicurezza, crisi e immigrazione. A presiederlo sarà il ministro razzista Roberto Maroni. Saranno in 8, solo in 8. Vorrebbero gestire la crisi sulla nostra pelle, laddove la politica economica non offre soluzioni, laddove il capitalismo traballa, laddove la crisi è globale e non conosce frontiere, la loro risposta è approfondire le differenze, contenere chi si ribella e chi lotta per la propria dignità.

E’ arrivato il momento di far convergere le nostre lotte, le lotte dei migranti, degli studenti, di lavoratori e lavoratrici precar* che si ribellano a un mondo fatto di sbarramenti e frontiere, di muri e razzismo feroce. Queste lotte stanno costruendo una rete di resistenze alla crisi, al pacchetto sicurezza e al G8 di fine maggio, che intende ratificare provvedimenti già operativi da tempo. Sui nostri corpi, sulle nostre vite, contro i nostri diritti.

Per questo facciamo appello a costruire una settimana di mobilitazioni che dal 23 maggio a Milano passi per due giornate di azione decentrata il 28 e 29 maggio e per la manifestazione globale di Roma del 30 maggio.

Per contestare le politiche razziste e liberticide del governo del mondo, laddove il razzismo non guarda solo al colore della pelle, ma vuole colpire trasversalmente tutt* coloro che reclamano diritti, reddito, casa, cittadinanza, libertà di movimento.

Contro il pacchetto sicurezza e le leggi razziste
Per la chiusura dei CIE in Italia, in Europa e in tutto il mediterraneo
L’unica sicurezza che vogliamo è la libertà
Contro frontiere e muri, per la libertà di movimento
Siamo tutt* clandestin*, la cittadinanza che vogliamo è globale

Domenica 17 maggio, ore 17,00 al Volturno, via Volturno, Roma.
Assemblea pubblica – cittadina – globale.

Giovedì 28 e Venerdì 29, Giornate di azioni decentrate.

Sabato 30, Manifestazione globale contro il G8, Roma
Verso la mobilitazione contro il g8 di luglio. Noi la crisi non la paghiamo!

Rete noG8 – Roma

Foto di monte alessandro

25/05/2009

Treviso – I migranti protestano. Il Questore minaccia la revoca dei permessi di soggiorno

Libertà di movimento e leggi sull’immigrazione. La maglia stretta dei diritti e delle libertà

Meltingpot.org

Non è sufficiente il pacchetto sicurezza, un giro di vite senza precedenti sulla pelle dei migranti.

Il 19 maggio a Roma si è riunita la Commissione Nazionale Asilo convocata per l’avvio del procedimento di revoca dello status di rifugiati contro i migranti che nelle scorse settimane hanno dato vita alle mobilitazioni nella metropoli milanese. L’esito del procedimento sarà reso noto tra circa un mese.

A Treviso il Questore della città simbolo delle nefandezze della Lega Nord ha annunciato che contro i manifestanti che hanno preso parte al corteo dello scorso sabato 16 maggio verrà valutata l’ipotesi di revoca del permesso di soggiorno.

La normativa sull’immigrazione, il razzismo, sono fatti di estrema attualità in questo paese, sotto i riflettori internazionali per la violazione delle leggi internazionali in materia di asilo, respingimenti, ma anche per un diffuso razzismo che, dentro la crisi e grazie alle tensioni tutte interne al corpo sociale, è diventato il cavallo di battaglia del Carroccio che si è fatto Stato.
In ballo non c’è semplicemente la vita e la dignità dei migranti, ma la possibilità del dissenso, le libertà di noi tutti.
Non a caso nel pacchetto sicurezza non sono contenute solo norme contro i migranti ma anche una serie di disposizioni che trasformano in questioni penali comportamenti diffusi di ribellione, di conflittualità, che parlano con arroganza ed una spietata lungimiranza ai possibili scenari di conflitto aperti dalla crisi.

Non solo leggi ingiuste quindi, ma anche e soprattutto controllo sui corpi, sulle menti, minaccia, delazione diffusa, attacchi alle possibilità del dissenso.

A Treviso il Questore ha notificato per il prossimo venerdì 22 maggio un invito a comparire ad uno dei migranti protagonista delle mobilitazioni dello scorso sabato. Altri 100 sono indagati.

In questo scenario un ruolo decisivo è stato giocato dal sindacato confederale, la CGIL locale che dopo le proposte di rimpatrio degli operai della De Longhi licenziati e di sospensione del decreto flussi, nella giornata di sabato ha diretto le operazioni della Questura contro il corteo convocato dall’Adl Cobas e delle reti migranti di Treviso.

La ricostruzione dei fatti
Sabato 16 maggio 2009, alle ore 15, è convocato dall’Adl Cobas di Treviso un appuntamento in stazione per un presidio contro la crisi ed il razzismo che voleva raggiungere Piazza Vittoria. Dopo le resistenze della Questura, su pressione della Cgil. è stata concessa l’autorizzazione al presidio/corteo.
Durante il percorso della manifestazione composta da oltre 300 migranti, uno sbarramento della Polizia, all’altezza di Ponte San Martino, imponeva la volontà della Cgil di far passare solamente un migrante scortato per intervenire dal palco della piazza.
Cariche e manganellate hanno provocato il ferimento di diversi migranti attaccati mentre, a gran voce, rivendicavano il diritto a manifestare liberamente.
Sempre su ordine della Cgil, in questo caso del segretario Barbiero (“lasciateli passare” ha ordinato agli agenti), la Polizia, dopo aver caricato più volte, ha fatto avanzare il corteo.
Arrivati nella piazza del palco i migranti hanno improvvisato una assemblea per discutere delle cariche subite ed è iniziata una contestazione al sindacato confederale che ha preferito abbandonare la piazza ed annullare il comizio.
- La cronaca della giornata
- Il comunicato dell’Adl Cobas sulla giornata

Nei giorni seguenti il Questore Damiano ha annunciato la convocazione dei migranti in corteo per valutare la revoca del permesso di soggiorno, per manifestazione non autorizzata.
- le dichiarazioni del Questore di Treviso

Non è il caso comunque del corteo di sabato che aveva ogni autorizzazione da parte della Questura.
- La ricostruzione dei fatti

Ricordiamo che la legislazione in vigore non prevede la revoca del permesso di soggiorno se non in casi specifici tra i quali non è menzionata la manifestazione non autorizzata.

Non si tratta più di una questione di polemica, anche dura, con i sindacati confederali o tra gruppi diversi: si tratta della messa in discussione di un fondamento della democrazia, il diritto a manifestare. I cittadini migranti devono poter esercitare i loro diritti in modo libero, aperto e democratico. Il Questore, nella città di Gentilini, ha alzato il tiro con una minaccia di tipo autoritario, in un momento in cui, con la crisi mondiale, tutto fa prevedere che le manifestazioni e le proteste saranno destinate ad aumentare.
Crediamo che una società minimamente democratica debba saper respingere queste provocazioni autoritarie ed antidemocratiche.

Ci appelliamo a tutti affinché prendano posizione per ribadire il diritto alla libertà di manifestazione del proprio pensiero e per respingere questa provocazione – ha dichiarato Sergio Zulian dell’ADL Cobas Treviso.

21/05/2009

Il coraggio dimenticato

Il valore degli africani e la speculazione delle mafie italiane nel mondo.

di Roberto Saviano

Chi racconta che l’arrivo dei migranti sui barconi porta valanghe di criminali, chi racconta che incrementa violenza e degrado, sta dimenticando forse due episodi recentissimi ed estremamente significativi, che sono entrati nella storia della nostra Repubblica. Le due più importanti rivolte spontanee contro le mafie, in Italia, non sono partite da italiani ma da africani. In dieci anni è successo soltanto due volte che vi fossero, sull’onda dello sdegno e della fine della sopportazione, manifestazioni di piazza non organizzate da associazioni, sindacati, senza pullman e partiti.

Leggi l’articolo completo

17/05/2009

ACCORDO LIBIA – ITALIA… PERCHE’???

Questo reportage è stato girato da Fabrizio Gatti, giornalista d’inchiesta dell’Espresso reputato per le sue infiltrazioni nei cpt, e fra gli immigrati che lavorano in nero nelle campagne mediterranee. il reportage è stato girato ad Agadez, città in mezzo al Sahara del Niger dove passano quasi tutti i migranti diretti in Europa.

15/05/2009

Manifestazione DA CHE PARTE STARE: MILANO – 23 MAGGIO 2009

manifestoDachepartestare

14/05/2009

Pacchetto sicurezza – Votata la fiducia sui maxi-emendamenti

Meltinpot.org

Ora Il testo dovrà tornare al Senato

La Camera, con 297 voti a favore ha votato la fiducia posta dal Governo sull’approvazione del pacchetto sicurezza in cui è contenuto anche l’emendamento 1.1000 presentato al disegno di legge (C2180-A), già approvato dal Senato.
Ora il testo dovrà tornare al Senato per l’approvazione definitiva, dopo le modifiche apportate in aula.
In sede di Commissione era stata stralciata dal pacchetto la contestata norma sui medici-spia e reitrodotte le ronde ed il prolungamento fino a 180 giorni della permanenza nei Cie.

Un serrato confronto interno alla compagine governativa, aveva poi portato alla scelta di porre la fiducia sul provvedimento in cambio della deroga (espressamente sostenuta da Fini) per le iscrizioni scolastiche (la questione dei cosiddetti presidi-spia) che non saranno piu’ subordinate alla richiesta del permesso di soggiorno. Rimane comunque, grazie alla modifica dell’art 6 del T.U. sull’immigrazione, l’obbligo di esibizione del permesso per ogni atto di stato civile, così chi è privo di passaporto non potrà registrare la nascita di un figlio che quindi diventerà adottabile.
Leggera modifica anche per quanto riguarda le procedure di iscrizioni anagrafiche, che possono (prima il testo usava termini perentori) dar luogo alla verifica delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile ai sensi delle vigenti norme sanitarie.
Complicazioni e tasse per le richieste di cittadinanza, niente matrimoni per chi è privo del permesso di soggiorno, contributo fino a 200 euro per ogni pratica di rinnovo o rilascio del permesso ed introduzione del permesso di soggiorno a punti. Poi modifiche su ricongiungimenti familiari e permesso di soggiorno CE di lungo periodo. Tra le tante restrizioni spicca l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno irregolare che a catena produce conseguenze disastrose su ogni ambito della vita degli stranieri in questo paese. Un esempio? Sarà impossibile per un irregolare testimoniare ad un processo. Impossibile quindi dimostrare lo sfruttamento del lavoro nero proprio in quei settori che si avvalgono prevalentemente di manodopera irregolare.

Complessivamente il provvedimento rimane comunque pesantissimo e aberrante.

Ecco alcune tra le disposizioni introdotte

- Matrimoni e cittadinanza italiana
L’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio potrà avvenire, dopo due anni di residenza nel territorio dello Stato (dopo il matrimonio) o dopo tre anni nel caso in cui il coniuge si trovi all’estero. Tempi dimezzati in presenza di figli. Le precedenti disposizioni prevedevano un termine di sei mesi.
Sarà poi necessario il pagamento di una tassa di 200 euro.
Ulteriore stretta sui matrimoni con una modifica al Codice Civile che prevede l’introduzione dell’obbligo di esibire il permesso di soggiorno. Niente più matrimoni quindi neppure tra “irregolare” ed “irregolare”, che non comporterebbe nessun tipo di “regolarizzazione”;

- Ingresso e soggiorno irregolare
Si introduce il reato di ingresso e soggiorno irregolare ma senza che questo comporti l’immediata incarcerazione. E’ prevista un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Inoltre è prevista la possibilità di rimpatrio senza il rilascio del nulla osta da parte dell’autorità competente;

- Iscrizione anagrafica
Le istanze di iscrizione o di variazione della residenza anagrafica, potranno dar luogo alla verifica, da parte degli uffici comunali competenti, delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile, ma solo ai sensi della normativa sanitaria vigente. Si tratta di una lieve attenuazione della norma originariamente contenuta nel testo che prevedeva l’automaticità della richiesta di un certificato di idoneità igienico-sanitaria secondo criteri stabiliti dallo stesso Comune.
In ogni caso moltissime abitazioni, anche tra quelle reperibili dietro lauto compenso nel mercato privato, non potranno rispondere a questo criterio.
Ecco uno dei provvedimenti che andranno ad intaccare i diritti dei cittadini migranti, dei comunitari e degli stessi cittadini italiani, con conseguenza a catena sulla possibilità di accesso agli asili nido, alle prestazioni di sostegno al reddito, etc et etc;

- Ricongiungimenti
Per quanto riguarda i ricongiungimenti familiari si aggiunge al certificato di idoneità alloggiativa quello igienico-sanitario (in precedenza era richiesto alternativamente il certificato rilasciato dal Comune o dall’ASL locale) entrambi rilasciati dai competenti uffici comunali. Si prevede quindi ipoteticamente l’emanazione di appositi regolamenti per lìindividuazione dei criteri con conseguente arbitarietà delle amministrazioni nella decisione;

- Visto d’ingresso per ricongiungimento familiare
Non sarà più possibile richiedere il visto di’ingresso se il nulla osta non verrà rilasciato dopo 180 giorni dal perfezionamento della pratica.
Svanisce così anche l’unica possibilità di garanzia del diritto all’unità familiare prevista per far fronte alle lentezze burocratiche;

- Esibizione del permesso di soggiorno
Si introduce la necessità di esibire il permesso di soggorno per tutti gli atti di stato civile. Ciò significa che anche il semplice ma sacrosanto diritto di riconoscere un figlio, per chi è privo di passaporto, verrà sottoposto al filtro della richiesta del permesso di soggiorno. Una deroga, oltre a quella già prevista per l’assistenza sanitaria, sarà concessa per l’iscrizione dei minori a scuola. [ leggi il commento dell’Avv. Marco Paggi ].

- 180 giorni di detenzione nei Cie
Si reintroduce dopo la bocciattura del Senato e quella della Camera nell’ambito della discussione sul decreto legge n. 11, il prolungamento dei tempi di detenzione nei Cie fino ad un massimo di 180 giorni;

- Divieto di espulsione e respingimento
Cade il diveto di espulsione per i conviventi con parenti italiani di terzo e quarto grado;

- Rimesse di denaro
I cosiddetti servizi di money transfer avranno l’obbligo di richiedere il permesso di soggiorno e di conservarne copia per dieci anni. Inoltre dovranno comunicare l’avvenuta erogazione del servizio all’autorità competente nel caso riguardi un soggetto sprovvisto di permesso;

- Permesso Ce di lungo periodo
L’ottenimento della carta di soggiorno potrà avvenire solo dopo il superamento di un test di lingua italiana;

- Reati ostativi all’ingresso
Dovranno essere prese in considerazione anche le condanne non definitive;

- Un contributo da 80 a 200 euro
Per tutte le pratiche relative al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno si dovrà versare questo contributo economico;

- Esibizione dei documenti
Arresto fino ad un anno e multe fino a 2.000 euro;

- Registro per senza fissa dimora
Se da un lato viene cancellata per i senza fissa dimora (ma non solo) la possibilità di iscrizione anagrafica, viene istituito presso il Ministero dell’Interno un registro per la schedatura dei cosiddetti clochard;

- Cancellazione anagrafica
E’ prevista dopo sei mesi dalla data di scadenza del permesso di soggiorno;

- Permesso di soggiorno a punti
E’ disposta l’istituzione di un accordo di integrazione articolato in crediti da sottoscrivere al momento della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno. I criteri e le modalità verranno stabiliti da un apposito regolamento; [ leggi il commento dell’Avv. Marco Paggi ];

- Favoreggiamento ingresso irregolare
Vengono inasprite tutte le norme legate al favoreggiamento dell’ingresso irregolare, non vengono invece minimamente toccate le sanzioni per quanto concerne gli sfruttatori. Chi, nello sfruttamento di situazioni di soggiorno irregolare, trarrà un ingiusto profitto (chi impiega lavoratori irregolari sottopagati) non vedrà quindi aggravata la sua situazione.

Nicola Grigion, Progetto Melting Pot Europa

05/05/2009

Primi permessi di soggiorno in tempi record a Siena

di Serena Wiedenstritt (metropoli Repubblica)

SIENA – Permessi pronti in soli trenta giorni dalla consegna della richiesta. Ci sono riusciti all’ufficio immigrazione della questura di Siena, grazie ad un progetto pilota che presto potrebbe arrivare in altri uffici d’Italia e accorciare notevolmente i tempi di attesa per i cittadini che richiedono il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. La Polizia di Stato spiega che Siena era stata selezionata dal Servizio centrale immigrazione per avviare una sperimentazione finalizzata al rilascio dei permessi di soggiorno elettronici in tempi brevissimi. I primi risultati qualche giorno fa, quando sono stati rilasciati i titoli di soggiorno a cittadini che avevano inviato il kit relativo alla richiesta di soggiorno, tramite le Poste italiane, tra il 16 ed il 18 di marzo. Titolari dei permessi alcuni cittadini extracomunitari, tra i quali numerosi gli studenti universitari cinesi. A consegnare i titoli ai giovani orientali è stato lo stesso questore di Siena, Massimo Bontempi, che durante la cerimonia ha ringraziato tutto il personale dell’ufficio immigrazione per l’impegno nella realizzazione di questo progetto. Da notare ad ogni modo che, a fronte di questa drastica riduzione dei tempi di consegna dei documenti, resta il fatto che la normativa prevede una conclusione dell’iter per il rilascio dei permessi di soggiorno elettronici in 40 giorni dalla presentazione dell’istanza. Termini che nella maggior parte dei casi e delle città italiane sono molto più lunghi. Infine, la questura di Siena, sempre relativamente ai permessi di soggiorno elettronici, offre un altro servizio per facilitare la vita di chi vuole mettersi in regola. L’elenco dei permessi di soggiorno pronti da ritirare, infatti, costantemente aggiornato, è disponibile sul web, all’indirizzo: http://questure.poliziadistato.it/Siena/articolo-6-539-1018-1.htm. Così il migrante può verificare tramite il numero di pratica assegnatogli se il proprio permesso può essere ritirato ed evitare inutili file o di doversi spostare fino a Siena per domandarlo allo sportello. (24 aprile 2009)

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